Al numero 20 di Via Cuneo non c’è una struttura, un locale o simili: l’evento è a cielo aperto, tra il marciapiede, l’aiuola e la strada principale. Sono arrivata presto, così vedo il foglio con il simbolo della lista e il volto del candidato, venire appesi al cancello; quello, è ‘l’ unico manifesto a pagamento, con i volti dei sostenitori e finanziato da donazioni. #Zerobudget’ twitta la coalizione. Un banchetto firme aspetta i sostenitori di Giorgio Airaudo,il candidato come rappresentante di lista che è sindacalista Fiom e deputato alla Camera con Sinistra Ecologia e Libertà nella circoscrizione Piemonte 1. Tuttavia, vedrò il candidato solo in manifesto perché, dicono, non verrà, è ‘bloccato a Roma’.

Al suo posto c’era la squadra di lista impegnata nella definizione del progetto urbanistico della città: Guido Incerti (architetto di Firenze) e Alberto Vanolo(geografo), presenta Maurzio Cilli. La voce raggiunge il pubblico, senza il microfono e con il rumore di motori alle spalle, in un luogo che non è comunemente adibito a dibattiti, per lo meno, non ufficiali.


Le ex Officine Grandi Motori (Ogm) sono un “vuoto urbano” (Vanolo), che dal passato di “casa del movimento operaio” (Cilli) è ora combattuto tra i progetti di bonifica della Esselunga che ne è proprietaria e “spacciatori e zingari” dice a voce alta una signora che attirata dalla piccola folla composta di fronte agli edifici abbandonati, si ferma.

L’incontro si svolge lì per sottolineare la necessità di un ripensamento dell’ambiente urbano e a monito di come ‘la città possa perdere valore a favore di investimenti di grande profitto e per i grandi distributori’ (Cilli). La signora intervenuta prima, non è sola e suo marito e il cane si fermano con lei. ‘ Qui è tutto abbandonato da vent’anni!’, ribadisce e senza sottintesi aggiunge:

‘Bisognerebbe andare a Medjugorje, altro che alle elezioni!’.

Lo spazio aperto e senza nessun ospite, fa si che gli ascoltatori si sentano liberi di prendere la parola, accendersi una sigaretta e lasciarsi andare a un linguaggio colloquiale come “nello spazio delle Officine, non sappiamo cosa metterci dentro, ed è questo il bello! Non avere un progetto, ci dà l’opportunità di costruirlo noi. É una figata”. (Incerti).


La rigenerazione urbana è uno tra i punti del programma di Airaudo alla cui base c’è ‘la convinzione che l’assetto urbano determini le relazioni sociali, persino l’umore delle persone’ (Vanoli). I presenti ritengono necessario che la città si debba ‘riqualificare’ (Vanoli) per creare cultura e impostare progetti di lungo termine anziché curare solo ‘la cantierabilità dei luoghi’(Cilli) e citano città-modello come Torkyo; nel frattempo, la signora di prima mi fa notare il ‘Lingottino’ un altro edificio del complesso, anch’esso abbandonato e gli architetti dicono che ‘fantasia’ e ‘la partecipazione delle persone’ (Vanoli) sono fondamentali per reinventare lo spazio comune.Intanto quei tre, la signora, suo marito e il cane, abitano lì, qualche metro più avanti e dell’incontro di ieri pomeriggio non sapevano nulla.