I social network stanno al centro della vita quotidiana di ognuno di noi. Influenzano le nostre relazioni, le nostre volontà di consumo e, ovviamente, le nostre opinioni. Un media potentissimo che, dall’elezione di Barack Obama nel 2008, progressivamente, è diventato centrale in ogni campagna elettorale.

Nel pieno della corsa alle Presidenziali americane i social sono diventati il mezzo ufficiale di comunicazione per ogni candidato. Snapchat per ilbackstage, Instagram per gli scatti più belli, Facebook come unico profilo delle dichiarazioni ufficiali.

I Like, però, non sono voti” ci ha ricordato un mese fa Luca Scarcella, social media editor di Ninja Marketing, in un incontro sull’uso dei mezzi digitali nelle campagne elettorali. Appare quasi incredibile vedere come i voti effettivi si distacchino dal seguito che i vari politici hanno sui social network.

Sempre negli USA, ad esempio, come riportato dal progetto “The Facebook Primary” del sito di informazione FiveThirtyEight, se i voti corrispondessero al seguito di ogni politico sulla piattaforma di Mark Zuckerberg, la Clinton avrebbe un terzo del seguito di Sanders. Tra i Repubblicani, dove la candidatura ufficiale di Trump appare ogni giorno più vicina, la lotta sarebbe serattissima con un Carson (chi è costui?) che se la giocherebbe Like a Like con il magnate newyorkese. (ndr. Quando abbiamo scritto questo pezzo non eravamo ancora sicuri che “The Donald” sarebbe diventato il candidato Repubblicano alla presidenza. Ecco, l’ufficialità è arrivata stanotte)

Quando parliamo della dimensione social a Torino, quindi, è importante partire proprio da queste considerazioni generali. In una città dove la divisione tra social addicted e non utilizzatori di mezzi digitali appare netta (40% i primi e 60% i secondi), come ci spiega sempre Scarcella, la nostra analisi social dà quindi indicazioni interessanti anche se, probabilmente, non decisive.

Infografica: Tutti i Social dei candidati

FACEBOOK

Facebook è il social network più importante del mondo. 1,65 miliardi di utenti attivi al mese, il 30% con un’età che va dai 25 ai 34 anni e di cui 310 milioni nella sola Europa: sostanzialmente una fotografia fedele della realtà. Mezzo principale della campagna elettorale online, sul Social Network più famoso della rete passa gran parte della comunicazione dei candidati alle elezioni amministrative torinesi del 2016.

Nella classifica dei più seguiti svetta Chiara Appendino con 22.777 Like sulla sua pagina ufficiale. La candidata del Movimento 5 Stelle fa un uso molto classico del mezzo ma, alternando dichiarazioni ufficiali a sue analisi e riflessioni personali, cresce ogni settimana di più. Dall’ultima volta che ne avevamo scritto, non più tardi di una settimana fa, quasi 2000 persone in più hanno iniziato a seguirla anche online.

Al secondo posto sta invece Piero Fassino, sindaco uscente. In questo caso i Like sono 14.803. Un numero rilevante che, però, almeno nella lotta sui social, evidenzia sempre di più una difficoltà del candidato del PD rispetto alla contendente grillina: nello stesso arco di tempo i suoi like sono solo 270 in più, il 10% di quelli guadagnati invece dalla Appendino.

Dietro ai due favoriti nella competizione stanno tutti gli altri con ottimi risultati per Roberto Rosso, 10.212, e Marco Rizzo, 5.953 seguaci.

Nonostante gli oltre 65.000 Like complessivi alle pagine dei vari esponenti, però, si nota quanto sia ampia la forbice tra chi segue la politica digitalmente e chi poi, effettivamente, si reca alle urne. Se si rimanesse in linea con i risultati delle amministrative del 2011 dove 450 mila torinesi si sono recati alle urne, infatti, quasi 400 mila voti rispetto alle “preferenze” espresse online non sarebbero stati ancora assegnati.
Infografica: Il seguito sui social dei candidati

TWITTER

113.685, questa è la somma di tutti i follower dei candidati alle elezioni comunali di questo giugno. Sempre facendo dei parallelismi con la realtà parliamo di circa il 10% della popolazione del Capoluogo Piemontese, un campione rilevante ma, come visto, relativamente significativo.

In Italia Twitter non ha mai realmente sfondato rimanendo spesso confinato al commento di eventi in diretta come partite di calcio o programmi TV. La classe politica, che a lungo lo ha snobbato, lo usa oggi come una sorta di diario e per unire i discorsi intorno alla propria proposta politica. L’utilizzo di hashtag come #torino2016 o semplicemente #torino mettono insieme moltissime opinioni relative alla campagna elettorale.

Tra i principali contender solo Piero Fassino e Giorgio Airaudo hanno lanciato hashtag ufficiali per la propria campagna. Il sindaco uscente e i suoi sostenitori utilizzano soprattutto #perAmoreDiTorino e#LaTorinocheverrà, Airaudo #torinoincomune. Tutti gli altri, invece, utilizzano hashtag solo per sottolineare singole tematiche.

Questa differenza di utilizzo del media, organizzato proprio per dividere le sue discussioni utilizzando queste parole chiave, ha un ovvio riscontro anche nei numeri. Solo poco più 6% del totale dei follower, infatti, non va a Fassino o ad Airaudo che monopolizzano il social dei cinguettii. Se, poi, andiamo ulteriormente a scomporre questo valore vedremo come il solo Fassino abbia 98.300 follower, l’87% del totale. Rispetto a ciò appare chiaro, dunque, come almeno da questo punto di vista tutti gli altri candidati siano sostanzialmente tagliati fuori da questo mezzo di comunicazione.

Eugenio Damasio e Marco Bonadonna