Ieri, 1 giugno, Matteo Salvini era a Torino per sostenere la candidatura di Alberto Morano. Tutti conoscono il leader della Lega Nord.

Salvieni

(se qualcuno non conoscesse Salvini, c’è questo video che ve lo spiega)

 

Il punto è proprio questo: Salvini è una top model, o almeno si comporta come una top model. Perché per dei politici della Lega Nord, decidere di andare a Porta Palazzo è come farsi un selfie in topless, sperando di attirare l’attenzione di tutto l’internet.

Certo, a distinguere la coppia Morano-Salvini dalla coppia Kardashian-Ratajkowski c’è una certa avvenenza.

Ma ad unirli c’è la striscia nera che copre le grazie della Kardashian-Ratajkowski. Le due modelle postano su Twitter un selfie in topless, ovviamente censurato e si sentono trasgressive. Salvini e Morano vanno a Porta Palazzo, patria di generazioni di immigrati, sin dai tempi della Fiat, ci vanno circondati da agenti con scudi e manganelli e poi Matteo se ne duole sui social.

I piagnistei sono dovuti alle contestazioni: gli arrivano ortaggi (marci) e urla, delle più varie. Salvini incolpa i centri sociali. Lo dice nelle dirette  Facebook che tiene mentre si sposta, rigorosamente in auto, per Torino.

Difatti i centri sociali hanno organizzato un piccolo corteo che viene subito affrontato dall’imponente schieramento delle forze dell’ordine.

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Gli agenti sono piuttosto nervosi. Tengono i manganelli in mano, li fanno sbattere contro le ginocchia. Non permettono a nessuno di avvicinarsi al mercato di Porta Palazzo.

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“Per Salvini vengono in 500, ma quando ci sono gli spacciatori non se ne vede neanche uno” borbotta una signora al mercato. Non sono solo i centri sociali a mal digerire la presenza di Salvini, lo si intuisce da questa risposta di un’anziana residente.

 

Nel frattempo Salvini, dopo qualche parola e un paio di strette di mano, si volatilizza. Torna a far dirette Facebook, in auto, e va in via Garibaldi. I contestatori riescono a saperlo: il corteo si raccoglie e i manifestanti corrono verso via Garibaldi, poco distante dal mercato di Porta Palazzo. Prendono una traversa laterale, via Porta Palatina e si ritrovano l’accesso a via Garibaldi bloccato da un cordone di agenti. Provano a fare dietro front, ma un altro manipolo di agenti li intrappola nella via.

Cresce il nervosismo: i ragazzi si accalcano contro i blocchi degli agenti quando sentono Salvini parlare al microfono, a pochi metri da lì. La situazione però non degenera: i residenti si lamentano con i poliziotti e dopo 15 minuti, complice la pioggia, gli animi si raffreddano, i cordoni si spezzano e i contestatori defluiscono.

Quando la tensione si spezza, Salvini è già andato via da un pezzo. Nella sua trasferta torinese ha tenuto due dirette da 8 minuti su Facebook, a seguirle erano in 52 mila e 33 mila. A Porta Palazzo invece la polizia impediva l’ingresso a chiunque ed è rimasto meno di 10 minuti. In via Garibaldi
meno di 5 minuti. Facendo un paio di conti si nota che ha speso più tempo sulla passerella dei social che per le strade della città. Proprio come Kim Kardashian.

Luca Magrone