In questa campagna elettorale c’è chi dice di guardare l’uomo e poi il simbolo, il simbolo e non l’uomo, la luna e non il dito. Ma se cerchiamo Roberto Usseglio in rete, lo scorgiamo appena. Il candidato di Forza Nuova alle elezioni di Torino non ha una pagina Facebook a far da megafono alla propria candidatura. Ci sono solo il suo profilo personale su Facebook, privato, e quello su Twitter dove non brilla per la correttezza grammaticale. “Non è inportante dove vai, ma con chi vai.” Appena sopra questo motto d’eccezionale forza evocativa, ecco le bandiere nere di Forza Nuova. Ed è forse questa l’immagine che sintetizza il rapporto e l’uso che Usseglio fa del web e dei social.


Immerso a tutto questo nero, il candidato di Forza Nuova, quasi non si vede più. A colmare il vuoto della sua assenza ci sono il sito di Forza Nuova, la pagina Facebook di Forza Nuova, l’account Twitter di Forza Nuova, tutti più neri che mai e molto più attivi dello stesso candidato.

Forza Nuova sui social condivide contenuti quasi ogni giorno e sono contenuti, sempre total black, ma dei più vari. Su Twitter ci sono comunicati stampa, frasi motivazionali, e persino una immagine dell’Arcangelo Michele, che male non fa. Su Facebook mancano i santini, ma in compenso vengono condivisi parecchi video e, in occasione della visita di Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, c’è stata la diretta web. La varietà di contenuti stimola l’interazione del pubblico che si profonde in accorati commenti e concede un buon numero di likes: la pagina Facebook conta 2610 fan, su Twitter molto, com’è normale che sia: solo 169. Anche su Twitter, dov’è più attivo, Usseglio conta due followers in meno al partito.

Invece di sito web, manco a parlarne. Potremmo dire che Usseglio non ha un proprio sito web, tuttavia non diremmo il vero perché un sito web Usseglio ce l’ha. Non è un sito dedicato alla sua candidatura a Torino, ma un piccolo spazio su ladestragiaveno.org . Certo non è un profilo dettagliato e il design è a cavallo tra gli anni ’80 e gli anni ’90, ma è la dimostrazione che per Usseglio il nero di Forza Nuova lo snellisce troppo.

Luca Magrone