Nella sede di Forza Italia Piemonte, ovunque ti giri, trovi Silvio Berlusconi a sorriderti. Una galleria di santini che ripercorre l’ultimo ventennio del centrodestra unito. Oggi, invece, Osvaldo Napoli, candidato forzista, presenta una coalizione figlia di un centro destra diviso: a supportarlo alle elezioni di giugno, infatti, ci saranno soltanto “Un Sogno per Torino” e “Salviamo l’Oftalmico”.

«Non è nel nostro carattere una sola parola nei confronti di nessuno, neanche dei nostri amici che corrono da soli: se oggi ci insultiamo è difficile creare una alleanza tra i moderati dopo.»

Non viene mai pronunciato il nome di Morano né degli altri candidati di quell’area perché Napoli, sin dalle prime parole, punta alla ricostruzione del  vecchio partito di massa fondato sulla moderazione. Tra i candidati, infatti, troviamo di tutto: una cantante lirica, liberi professionisti, casalinghe, studenti e, addirittura, un agente investigativo. «Se avessimo unito le forze fin da subito  avremmo potuto giocarci il ballottaggio positivamente».

A differenza di altri candidati, l’obbiettivo dichiarato non è tanto una sfida diretta al sindaco uscente quanto la volontà, di giocarsela con gli altri per arrivare al secondo turno. Napoli di certo non risparmia a Fassino critiche sulla gestione economica della città ma, almeno in questa fase, punta il mirino contro i Cinque Stelle.

«Se doveste farvi operare alle tonsille, chi scegliereste? Un primario chirurgo delle Molinette o un medico estratto a sorte?» è l’attacco non troppo velato alla mancanza di esperienza a Chiara Appendino, la candidata grillina che, nonostante i cinque anni in consiglio comunale, nulla può rispetto all’esperienza amministrativa dell’attuale di sindaco di Valgioie, lo stesso Napoli. A rincarare la dose anche Gilberto Pichetto Fratin, consigliere regionale di Forza Italia presente come moderatore dell’incontro. «Il Movimento 5 Stelle dice che i ladri sono soltanto negli altri partiti: loro, infatti, non sono ladri, sono soltanto cleptomani. Come tutti dovrebbero togliere il cattivo che sta nel loro partito»

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Parlando del programma, poi, Napoli rilancia la necessità di intervento nei confronti della povertà («150.000 poveri a Torino») e della riqualificazione urbana («Quelli che oggi sono ghetti per stranieri, quando ero piccolo io, lo erano per i meridionali»). Il finale, poi, è un crescendo. Prima c’è l’annuncio: «Il Presidente Berlusconi arriverà anche a Torino alla fine di questo mese, salvo eventuali complicazioni» E poi la “chiamata alle armi” per tutti i militanti da parte di Napoli e Pichetto «Dobbiamo ritrovare lo spirito del ’94. Anche nel 2006 ci davano per spacciati alle politiche e abbiamo pareggiato. Oggi dobbiamo avere delle belle suole sotto le scarpe e consumarle tutte: amico per amico, casa per casa, associazione per associazione. Solo così potremo puntare davvero ad arrivare al ballottaggio».

Eugenio Damasio e Luca Magrone