• Dissidi e anomalie torinesi. Con un rimbalzo di note ufficiali e comunicazioni riferite ai giornali sembra concludersi la polemica fra Alberto Morano e la Lega Nord, partito che lo sostiene. Anche se l’equivoco di fondo resta aperto, come racconta La Stampa a pagina 44. “Abbiamo ricevuto molte rimostranze dai nostri elettori.- dice il segretario della Lega piemontese Riccardo Molinari – Non scarichiamo Morano, ci mancherebbe, ma per noi ha sbagliato.” “Parli pure di tutto ma si adegui.” Fa eco Fabrizio Ricca, capogruppo in Comune. Si fa sentire anche Maurizio Marrone di Fratelli d’Italia, l’altro partito che sostiene Morano: “Non devono esserci ambiguità verso le politiche di Fassino”. La vicenda viene inserita insieme ad altre simili da Luigi La Spina in un piccolo editoriale. Nell’articolo – sempre de La Stampa – si va dai due ex di Forza Italia Ghigo e Vietti che ora sostengono Piero Fassino, fino ad Osvaldo Napoli che recentemente ha reso noto il suo appoggio al candidato PD in caso di ballottaggio. Tutti elementi che l’editorialista inserisce in quella che definisce come “l’anomalia torinese”. Una particolarità subalpina che vede amalgamati “gli schieramenti politici irrigiditi in modo ferreo in campo nazionale”

• Il caso Mirafiori. Maurizio Tropeano dedica mezza pagina del quotidiano torinese ai riflessi in campagna elettorale del reintegro di 700 operai a Mirafiori. Una polemica innescata dalle parole di Claudio Chiarle, segretario dei metalmeccanici della Cisl che ha dichiarato: ”I sindacalisti che si candidano sindaco sostenevano la venditadell’Alfa Romeo alla Volkswagen, se gli avessimo dato retta oggi Mirafiori sarebbe chiusa.” “La storia non si fa con i se. Gli operai di Mirafiori hanno fatto più cassa integrazione di quanto previsto e la fabbrica è stata l’ultima ad essere riaperta.” Ha così risposto Giorgio Airaudo, candidato per Torino in Comune ed ex sindacalista Fiom. Nel dibattito si sono inseriti anche Piero Fassino e Chiara Appendino. Il primo ha ribadito il suo appoggio all’accordo che a suo tempo la Fiat aveva stipulato con i sindacati. Mentre la candidata 5stelle ha reso noto che quanto accaduto è “solo un inizio che non risolve il problema del lavoro. Attendiamo di valutare il piano industriale.”

• La battaglia dei banchetti. A pagina IV della cronaca locale de La Repubblica impazza la frenesia da ultimi giorni di campagna elettorale. Secondo quanto riportato da Gabriele Guccione, il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle si preparano ad una sfida finale a suon di banchetti, gazebo e volantinaggio. Il Movimento ha convocato attivisti da tutto il Piemonte per allestire al meglio i 50 stand sparsi per la città. “Dal momento che un numero elevatissimo di elettori sceglie chi votare negli ultimi giorni,riteniamo che questo evento possa realmente fare la differenza” ha comunicato Chiara Appendino dal proprio profilo Facebook. Il partito di Piero Fassino invece preparerà una mobilitazione che coinvolgerà circoli, candidati e militanti in oltre 100 luoghi, come ha comunicato alle pagine del giornale il responsabile organizzativo Saverio Mazza.

• La parola ai candidati. Sempre Repubblica intervista sul proprio sito tutti i concorrenti alle comunali del 5 giugno. Ieri è stato il turno di Sergio Rizzo e Roberto Rosso. “Per noi le elezioni finiscono la sera di domenica.” ha detto il leader del Partito Comunista escludendo qualunque ipotesi di accordo prima del ballottaggio. Più moderato invece Rosso: “andrò con chi appoggerà il mio piano sulla sicurezza.” Un piccolo passo indietro rispetto alle dichiarazioni rilasciate in precedenza che lo avevano visto ipotizzare un supporto a Chiara Appendino.

• Un industriale per Airaudo. La Stampa intervista Cesare Santanera, amministratore delegato della Dma, azienda che progetta sistemi di misura per le ferrovie. 40 i dipendenti e 6 milioni il fatturato annuo dell’impresa che arriva al 90% delle esportazioni. Alle pagine del quotidiano Santanera non nasconde il suo supporto per l’ex sindacalista Fiom. “Giorgio Airaudo ha un progetto a cui partecipano moltissimi giovani. Serve il rinnovo della classe dirigente perché in questi anni la città è rimasta bloccata in una sorta d i congrega che non ha più un disegno strategico in mente. Bisogna cercare nuovi talenti.”