• Ruspe su Torino. Evento essenziale di ieri è senza ombra di dubbio la sfilata di Matteo Salvini. Il passaggio del leader della Lega sotto la Mole – ad esclusione di Repubblica, che gli dedica meno di mezza pagina – viene raccontato in ogni minimo dettaglio sia da La Stampa che da CronacaQui. A detta di Paolo Varetto, giornalista di CronacaQui un Salvini “in gran formato elettorale” ha infuocato i commercianti del mercato di Porta Palazzo. I punti cardine dei suoi interventi sono stati consueti: immigrazione, centri sociali e critica a Matteo Renzi e al centro destra. “Berlusconi gira il Paese dicendo che vuole sostenere gli uomini del fare ma a Torino appoggio un uomo di partito”. Ha fatto sapere a questo proposito. Sulla questione accoglienza i la posizione è chiara “Il segretario della Cei deve smentire o scusarsi, i nostri sindaci diranno ovunque no all’arrivo di nuovi immigrati. In Italia l’immigrazione deve essere zero”. Definita anche la posizione in un eventuale ballottaggio “Con Fassino non ci schiereremo nemmeno morti”.

• Nuove reclute. Presente su tutti i giornali anche la notizia che ieri Chiara Appendino ha reso noto i nomi dei due nuovi assessori. Le nuove reclute dell’eventuale giunta che si formerà ad elezioni finite sono due donne, Paola Pisano e Federica Patti. La prima, docente di gestione dell’innovazione e direttore del centro di innovazione tecnologica multidisciplinare ICXT e visiting lectureer alla Westminster University a Londra, si occuperà di materie relative ai servizi demografici e statisti con un focus sul progetto “Smart City”. La Patti, architetto, insegnante di scuola secondaria e presidente del comitato genitori andrà all’istruzione e servizi scolastici.

• Questione mafie. Un interessante retroscena firmato da Letizia Tortello su La Stampa mette in rapporto i programmi dei candidati sindaci e la questione della criminalità organizzata. José Fava, referente regionale di Libera, ha passato ai raggi x le proposte delle 34 liste e dei 17 aspiranti primi cittadini alla ricerca di chi parla chiaramente di lotta alle inflitrazioni mafiose. Il risultato di tale indagine non è dei migliori. Piero Fassino è l’unico candidato a parlare espressamente di “mafia”. Di lotta alle “Mafie” nelle grandi opere tratta invece Marco Rizzo. Airaudo dedica un capitolo alla “trasparenza”. Sempre di “trasparenza e legalità” si occuperà il Movimento 5 Stelle rivolgendosi sopratutto al controllo dell’attività amministrativa. Il centrodestra invece declina l’impegno alla legalità attraverso una dura opposizione ad abusivismo, nuove immigrazioni e microcriminalità. Tutta un’altra cosa rispetto alla complessità del tema mafie.

• La parola a Fassino. Intervistato sulla diretta Facebook live della pagina di Repubblica il sindaco rilascia le ultime dichiarazioni prima della chiusura della campagna elettorale. Si scaglia nuovamente contro Airaudo, la cui candidatura reputa “un dispetto” e contro la candidata Appendino. “Chiara Appendino è irriconoscibile, prima cavalcava quasi polemica ed ora è alla calma piatta per darsi una patente di credibilità”. “Se qualcuno si aspettava una campagna personalizzata sull’avversario non è quella che volevamo”. Replica immediatamente l’aspirante sindaca.