SiAmo Torino” è un minuto ma coraggioso movimento formatosi sulla scia lasciata da Oscar Giannino nel 2012 con il partito intellettuale e liberista “Fare per fermare il declino”. Il loro candidato sindaco alle prossime elezioni torinesi sarà Guglielmo Del Pero, padre di due figli e laureato in Economia e Commercio all’Università di Torino. Noi di Torino2016 siamo riusciti a fargli qualche domanda via mail per capire meglio alcuni dei punti del loro programma elettorale in attesa di un incontro.

 

  • Partiamo da uno dei punti fondamentali della vostra campagna elettorale: la #sicurezza, come migliorerete la situazione nella città di Torino e cosa pensate che non abbia funzionato dell’amministrazione precedente?

 

Tre sono i punti cardine del nostro programma sulla sicurezza:

#SicurezzaPartecipata: vorremmo coinvolgere i cittadini nel Comitato per l’ordine e la sicurezza proprio perché pensiamo che siano i cittadini a conoscere pregi, difetti e necessità dei quartieri in cui vivono.

#Presenza sul territorio: toglieremo la Polizia municipale via dagli uffici amministrativi e la riporteremo nelle periferie abbandonate per reprimere severamente la delinquenza, la criminalità e il vandalismo, che la Polizia municipale dia la priorità ai cittadini.

#Sorveglianza: favoriremo l’interazione tra cittadino – istituzioni e tecnologia. Utilizzeremo la videosorveglianza statica e dinamica: mediante droni con videocamere (capacità di intervento immediata, mirata, sicura e a basso costo) e attraverso gli smartphone, tutto per la sicurezza del vicinato.

Rimproveriamo all’amministrazione uscente il troppo permessivismo che ha creato in città e, addirittura, in interi quartieri dove le regole purtroppo non sono uguali per tutti e molti si sentono sostanzialmente liberi di fare quello che credono.

 

 

  • La situazione dell’Ex Moi. Abbiamo letto che state pensando di creare un centro polifunzionale, base per eventi artistici e ricreativi. Come pensate di riuscire a realizzarlo e avete già un progetto definito?

L’ex-Moi è conseguenza del permissivismo citato in precedenza, è abbandonato alla delinquenza e d è una grande occasione persa di rivalutazione e valorizzazione.

L’intervento sarà su due livelli: da subito chiederemo l’intervento delle forze di sicurezza e le coordineremo con gli assessorati competenti, perché è compito della politica risolvere una situazione difficile senza creare problemi sociali. Abbiamo intenzione di fare e faremo finalmente la giusta distinzione tra profughi e semplici migranti-economici.

Sul piano della prospettiva, volendo noi rilanciare la micro e piccola attività, utilizzeremo gli spazi per costruire una base di piccolo artigianato e uno spazio per l’arte che sarà anche occasione di integrazione e crescita per la comunità, questo attraverso un bando pubblico internazionale che sia in grado di valutare il miglior progetto per la comunità.

 

 

  • Un altro dei vostri punti è: “L’innovazione e il digitale”. Su cosa vi concentrerete per realizzare una città “del terzo millennio”?

 

Il nostro impegno è quello di rendere più semplice e meno burocratica per tutti i cittadini la gestione dei rapporti con l’amministrazione. A questo scopo, riteniamo l’utilizzo delle nuove tecnologie indispensabile. (Attenzione però a non farsi ingannare da false promesse, con obiettivi troppo ambizioni e difficilmente realizzabili)

Per portare una vera rivoluzione, un cambio di passo nella gestione del Comune può essere sufficiente provare a porsi dalla parte del cittadino e non costringerlo a modalità incomprensibili.

Eccovi un esempio arrivatoci proprio dalla nostra esperienza: per ottenere il permesso di fare banchetti per raccogliere le firme necessarie a presentarci alle elezioni abbiamo dovuto recarci in un ufficio del comune come segnalato sul sito. Abbiamo scoperto che l’ufficio si era spostato da due anni e che il sito non era aggiornato da un tempo anche più lungo, abbiamo dovuto preparare un foglio scritto a mano,  presentarlo allo sportello, ritornare il giorno dopo, attendere tutta la mattinata e, dopo un tentativo di rimandare il tutto al giorno dopo ancora seguito da una accesa discussione, ricevere finalmente la firma di autorizzazione.

Innovare? Certo, basterebbe pretendere che il sito sia aggiornato, che le richieste si possano fare on-line e che le autorizzazioni vengano restituite via mail, sul telefonino o, per chi ancora lo vuole, direttamente allo sportello.

Tutto realizzabile con poche spese e una vera innovazione: la volontà di cambiare, utilizzando quanto di positivo può darci il digitale.

Naturalmente questo sarebbe solo il primo passo per una città realmente smart.

Alcuni degli altri interventi da noi previsti in ambito digitale riguardano:

–       la viabilità, con un sistema di rilevazione statistica dei flussi circolatori in grado di fornire puntuali indicazioni sulle reali necessità di trasporto cittadino.

–       gli open-data, uno strumento importantissimo da mettere a disposizione del pubblico e delle aziende. E’ da ricordare che l’utilizzo di questo strumento è una fonte di crescita economica e di nuove opportunità in molte parti del mondo.

–       un sistema di coordinamento delle iniziative di tutta la città metropolitana, così da riuscire a gestire i flussi turistici per riuscire a dare le ricadute economiche sul territorio che fino ad oggi non sono state sufficienti per non dire quasi assenti.

–       la creazione di reti di comunicazione anche di piccole dimensioni, dal condominio al quartiere, per gestire segnalazioni relative alla sicurezza, riuscendo in tal modo anche a far sentire la vicinanza e la presenza dell’amministrazione, con la conseguente ricostruzione anche del senso di comunità.

–       la gestione aperta delle attività edili del comune: abbiamo proposto un “contratto di trasparenza” per coinvolgere tutti gli attori coinvolti in opere di particolare rilevanza, dai proprietari ai costrutti ai cittadini che vivono ed operano nell’area, per dare regole precise, condivise e con tempi certi.

La pubblicazione di tutti i dati sarà il primo passo necessario per ottenere la trasparenza e la condivisione.

Questi sono solo alcuni esempi dei molti interventi che prevediamo di realizzare. Ciò che, per terminare, intendiamo mettere in evidenza è la semplicità, il basso costo, l’alto livello di innovazione e le potenzialità di ricaduta economica che sovrintendono tutte le attività previste.

Una vera innovazione, una vera rivoluzione.

 

  • Parlate spesso di artigianato e piccole imprese. Come pensate di valorizzare questa realtà importante, ma spesso sottovalutata, nel territorio di Torino?

 

Artigiano, commercianti e PMI sono il tessuto economico in grado di creare lavoro in città, gli interventi necessari sono da un lato l’abbassamento delle tasse di competenza comunale per tutte le nuove attività (soprattutto in quelle periferie che rischiano la desertificazione commerciale) e lo snellimento di tutte le pratiche burocratiche per l’apertura di nuove attività. Negozi di vicinato ed esercizi commerciali sono fondamentali per costruire quella comunità densa che in alcuni quartieri, destinati all’isolamento, si è quasi completamente persa.

 

 

Grazie e in bocca al lupo per la vostra campagna elettorale.

 

Marta Perroni