Quando arriviamo in Piazza Carignano sembra che non ci sia ancora nessuno ad aspettare l’Onorevole Maurizio Gasparri. A prima vista ci sono solo alcuni esponenti di “Un Sogno per Torino”, una delle liste della coalizione di Osvaldo Napoli. Riparati sotto a un tendone colpito dall’acquazzone del pomeriggio, provano a rimettere in sesto con lo scotch manifesti che accomunano Fassino a Stalin: per il resto la piazza è vuota. Quando ci avviciniamo, però, notiamo del movimento dentro alla storica “Farmacia del Cambio”: capiamo che in realtà Gasparri è già arrivato e si sta prendendo un caffè con Napoli e altri sostenitori.

L’atmosfera appare del tutto opposta rispetto a quello a cui abbiamo assistito ieri. Il vicepresidente del Senato, infatti, non è venuto a Torino a fare un vero e proprio comizio, non ci sono palchi né, tantomeno, le folle a cui eravamo abituati quando Forza Italia riempiva le piazze della Penisola. Quello di ieri, più che altro, è un saluto e un in bocca al lupo cordiale per questi ultimi giorni di campagna, una chiacchierata in famiglia. È in un contesto simile che non solo riusciamo a stringere la mano a Gasparri ma anche a scambiare diverse battute con lui e il candidato forzista Napoli. I toni, rispetto a quello che avevamo visto in altre occasioni, sono del tutto differenti: le parole d’ordine sono serietà e moderazione.

E se ci vuole pochissimo per far vertere il discorso sui dissidi interni al centrodestra (e a evidenziare ancor di più la distanza con il candidato leghista Morano), ci vuole anche meno a discutere la posizione del Sindaco uscente.

«È da anni che ho la sensazione che Fassino sia costretto a fare il sindaco: voleva il Viminale, incarichi planetari. È stato pre-rottamato e poi renziano di ritorno» dice Gasparri commentando tra il serio ed il faceto la situazione torinese. «Oggi, poi, ha perso di vista la realtà della città. Sta nei teatri e non va più nelle piazze come invece facciamo noi» aggiunge Napoli rivendicando le proprie scelte nonostante la non elevatissima affluenza all’incontro.

Non viene detto molto altro se non qualche “battuta” rispetto al capitolo migranti su cui Gasparri, come di consueto, si sofferma e rincara la dose. «Di questo passo Renzi andrà a rapirli in Africa per portarli qua da noi» scherza con la solita ironia il presidente del gruppo Parlamentare del Popolo della Libertà. E poi, dopo che viene comunicato sommessamente che il Presidente Berlusconi non passerà da Torino per il suo tour delle amministrative (mentre invece andrà a Roma, Milano e Napoli), i saluti di rito e le fotografie si prolungano in chiacchiera. Gasparri saluta stringendo la mano ad ognuno dei presenti e sale sulla sua autoblu in direzione Pinerolo. Lo aspettano per un comizio, ovviamente in un teatro.

Questa la gallery dell’incontro:

Testo: Eugenio Damasio

Gallery:Marco Bonadonna