Ci sono due giovani donne e un uomo, oramai attempato e ingrigito. Potrebbe essere l’incipit di una puntata di Un posto al sole, invece è l’inizio del bisticcio social tra la candidata sindaca di Torino, Chiara Appendino, e Maria Elena Boschi, Ministra per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento. A svolgere il ruolo dell’attempato, invece, Piero Fassino. La vecchia volpe della politica diventa anche il cattivo della situazione quando ad “In mezz’ora” punta il dito contro la Appendino, la giovane e donna.

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Qui il video del confronto Fassino – Appendino

“La Appendino ha indicato come assessore all’urbanistica un architetto che dice no alla Città della Salute, no alla Tav, no a tutto: come si crea sviluppo se diciamo no a tutto?”

Per non smentirsi la Appendino risponde di no, non è vero quel che dice Fassino,anzi:

“La Città della Salute la vogliamo, ma con un progetto diverso, low cost. Piuttosto mi stupisce la Boschi che dichiara che se i cinque stelle dovessero governare Torino, non arriveranno più i finanziamenti per la Città della Salute. Il governo non può usare i soldi dei cittadini come se fossero del Pd.”

Ed ecco l’attempato farsi da parte. Sale sul palcoscenico un’altra giovane, donna e social Maria Elena Boschi, che cinguetta stizzita su Twitter:

Voilà, la polemica è servita. Quello che doveva essere un confronto politico, rischia di diventare un bisticcio social.

Un lungo bisticcio social.

Un lungo e noioso bisticcio social.

Un lungo e noioso bisticcio social che poco aiuta a chiarire la realtà dei fatti. La Città o Parco (cambia il nome, ma il progetto è lo stesso) della Salute è il progetto di un megacomplesso ospedaliero. Nel progetto si prevede l’ampliamento della struttura con altri due ospedali e quindi altri 800 e 400 posti letto. Il primo complesso ospedaliero verrebbe situato nell’area dell’ex Fiat Avio, destinato alle eccellenze specializzate della sanità torinese. Il secondo complesso invece sorgerebbe a Torino Sud, nella struttura del C.t.o. , destinato a soddisfare le esigenze dei residenti.

Quello della Città della Salute è un progetto atteso a lungo. L’attuale Presidente della Regione Piemonte ed ex sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, aveva accusato l’ex presidente, Roberto Cota, di aver perso quattro anni, ma non si era limitato alle lamentele. I fondi li aveva richiesti e ottenuti direttamente al governo Renzi. Nel gennaio 2016 si era concluso il Laboratorio di progettazione che aveva dato alla luce il nuovo progetto per la Città della Salute. Il progetto vincitore del bando “Torri Alte” era stato chiamato “Health Octopus” ed è stato ideato da tre studenti del Politecnico di Torino. Health Octopus aveva riscosso parecchi consensi anche sulla pagina Facebook de La Repubblica Torino, ancor prima di vincere il bando ufficiale.

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Health Octopus, di Baracani, Bussi e Cavaglion

 

Questo era il progetto per cui Chiamparino aveva ottenuto i finanziamenti dal governo Renzi. Il progetto low cost di Cota era un progetto differente, per il quale non era stato garantito alcun investimento da parte del governo. Cambiando il progetto questi investimenti andrebbero persi, per una questione legislativa, non politica. Il chirurgo Mauro Salizzoni, conosciuto per aver effettuato il primo trapianto di fegato 25 anni fa a Torino, ha definito “una follia” l’idea della Appendino di ritornare al progetto low cost di Cota e che dietro questa idea vi sarebbe Claudio Zanon, ex- direttore della sanità con il governatore leghista. Nonostante l’endorsement di Matteo Salvini, leader della Lega Nord, per la Appendino e i candidati 5 stelle alle comunali 2016, è impossibile stabilire la reale vicinanza tra Movimento Cinque Stelle e Lega Nord sulla questione Città della Salute. Ciò che invece è possibile stabilire con certezza è l’inutilità dei bisticci da social network: più che un palcoscenico politico, servirebbe un confronto politico, utile e costruttivo.