Cosa sono e come funzionano le elezioni amministrative

In diversi comuni italiani si va al voto per eleggere il nuovo sindaco e rinnovare la giunta amministrativa e, a Torino, la data da scrivere sull’agenda è domenica 5 giugno. Qui si esprimerà la preferenza per il candidato che vuole ricoprire la caricar di primo cittadino; il sindaco è di rappresentare dell’ente locale e sovrintendere al funzionamento di servizi, uffici e all’esecuzione delle decisioni approvate; convoca e presiede la giunta e il consiglio comunale.

In campagna elettorale, l’aspirante alla carica è appoggiato da una lista che, se ottenuta la maggioranza dei voti, occuperà i 2/3 del consiglio comunale; questo è l’organo collegiale principale in quanto a questo spetta interpretare gli interessi generali della Comunità e di orientare di conseguenza la propria azione. Le proposte al consiglio arrivano anche da un altro organo, la giunta comunale che, come il primo, è composta da un presidente, vicepresidente, assessori e consiglieri. Il partito o gruppo politico o lista civica, per concorrere alle elezioni, deve ottenere non meno di 200 firme di elettori residenti nel Comune che sottoscrivono documenti appositi con: descrizioni di candidato, lista e proposta politica.

Nelle grandi città come Torino, le urne sono distribuite per macro-zone: originariamente 10, ma recenti proposte di legge le vorrebbero diminuite a 8 o 5.


Sulla scheda elettorale sono riportati i nomi dei candidati sindaci e le liste che li appoggiano.

Ecco come si può votare:

1. segnando una “x” o una barra, solo sul simbolo della lista: in questo caso la preferenza per il candidato va direttamente a quello individuato dalla lista;

2. tracciando un segno sul simbolo di una lista e indicando anche la preferenza per uno dei candidati appartenenti alla stessa lista; oppure, data la preferenza a una lista, è possibile anche fare una ‘x’ sul nome di un candidatosindaco non collegato alla lista votata. Questo è il caso del “voto disgiunto”;

3. soltanto sul nome del candidato.

Per essere eletto sindaco, è necessario ricevere la maggioranza assoluta di voti validi: il 50% + 1. Nel caso in cui nessun candidato ottenga questo risultato, si tornerà al voto il 19 giugno con il turno di ballottaggio tra due candidati più votati.

Da regola, la lista del neoeletto sindaco ottiene 2/3 dei seggi nel consiglio comunale e i restanti seggi vengono distribuiti alle altre liste proporzionalmente alle preferenze ottenute (Anci): così si dà spazio a liste civiche e movimenti politici minori o che per la prima volta si candidano alle elezioni comunali.

Podcast: Lola Pensato

Testo: Silvia Muletti